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Wild
Vino bianco frizzante
Non filtrato – Col fondo
11% vol – 750 ml
Un vino selvaggio ed esuberante, come si può capire dal suo nome. Un colore giallo brillante, un ventaglio di aromi che va dalla mela alla pera matura. Piacevoli profumi di frutta gialla e crosta di pane.
La complessità così come una forte mineralità sono sempre presenti.
Un vino davvero unico nel mondo dei frizzanti ancestrali non filtrati rifermentati in bottiglia.
Da gustare limpido lasciando i lieviti sul fondo, oppure capovolgendo la bottiglia rimettendo in sospensione i lieviti per gustare tutta l’intensità degli aromi.
Temperatura di servizio: 7° – 8° C
I segreti del “Col Fondo”: una magia in Bottiglia.
I Non Filtrati di Riccardo Zanotto
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I segreti del “Col Fondo”: una magia in Bottiglia
Il “Col Fondo” è un vino frizzante che affonda le sue radici in una tradizione antica, un metodo di produzione che rispetta i tempi della natura e valorizza l’autenticità del prodotto. Ma come nasce questa magia in bottiglia? Scopriamolo insieme, prendendo come esempio il nostro “WILD”, un bianco frizzante che incarna l’essenza di questa tecnica.
1. La Vendemmia e la Fermentazione Primaria
Tutto inizia con la vendemmia, la raccolta delle uve mature e ricche di zuccheri. Queste uve vengono pigiate e il mosto ottenuto viene fatto fermentare in vasche di acciaio o cemento. In questa fase, i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol, dando vita al vino base.
2. L’Imbottigliamento e la Rifermentazione
Una volta completata la fermentazione primaria, il vino base viene imbottigliato con l’aggiunta di mosto fresco o lieviti e zucchero di canna. Questo “liqueur de tirage” innesca una seconda fermentazione all’interno della bottiglia: durante questo processo, i lieviti consumano gli zuccheri, producendo anidride carbonica (le bollicine) e alcol.
3. Il Riposo sui Lieviti: Maturazione e Complessità
Le bottiglie vengono sigillate con un tappo a corona e lasciate riposare per un periodo che varia dai 60 ai 90 giorni o anche alcuni mesi per certi tipi di vino. Durante questo periodo, i lieviti continuano a lavorare lentamente, trasformando gli zuccheri residui in alcol e anidride carbonica, e rilasciando composti che arricchiscono il vino di complessità aromatica e struttura. I lieviti esausti si depositano sul fondo della bottiglia, formando il caratteristico “fondo”. Questo processo, detto autolisi, contribuisce a conferire al “Col Fondo” le sue note caratteristiche di crosta di pane, brioche e frutta secca.
4. Nessuna Sboccatura
A differenza del metodo classico, il “Col Fondo” non prevede la sboccatura, ovvero l’eliminazione dei lieviti. Il vino viene commercializzato con il suo sedimento, che contribuisce alla sua complessità aromatica e alla sua struttura.
5. La Degustazione: un’Esperienza Unica
Il “Col Fondo” può essere degustato in due modi:
Limpido: Versando delicatamente il vino in una caraffa, si può separare la parte limpida dal sedimento, ottenendo un vino fresco e fruttato, come il nostro “WILD” quando si desidera esaltarne le note di mela e pera matura.
Velato: Agitando delicatamente la bottiglia, si rimettono in sospensione i lieviti, ottenendo un vino più intenso e complesso, con profumi di crosta di pane e una maggiore mineralità, come il “WILD” nella sua versione più “selvaggia”.
L’Indole “Selvaggia”
“WILD” è un “Col Fondo” che si distingue per la sua freschezza e gioventù, un’espressione autentica del territorio e dei vitigni utilizzati. La scelta dei lieviti e la durata della rifermentazione sono state accuratamente studiate per preservare le note fruttate e floreali, limitando lo sviluppo delle note di autolisi tipiche dei “Col Fondo” più maturi, e rendendolo un vino vibrante e immediato.
Il “Col Fondo” è un vino vivo, in continua evoluzione, che regala emozioni uniche a ogni sorso. Un’esperienza che celebra la natura e la tradizione, un viaggio sensoriale che parte dalla terra e arriva direttamente nel tuo calice.
